
Sabato 16 settembre si è tenuto a Jesolo il meeting regionale dei giovani del Veneto, appuntamento annuale nel quale giovani e tecnici si incontrano per discutere di tematiche relative al mondo giovanile. Per la prima volta ho partecipato anch’io a questo meeting, ed è stata una bella esperienza: si sono trattate tematiche di grande attualità che però solitamente si fatica a trattare. Dalle varie conferenze e discussioni è emerso però un dato inquietante: l’Italia è un paese vecchio e i giovani non hanno alcuna voce in capitolo nel mondo istituzionale. Pensate, solo l’11% dei deputati ha un’età compresa tra i 25 e i 40 anni…è un dato allarmante. Inoltre, non esiste organo attraverso cui i giovani possano partecipare attivamente alla vita politica: solo da tre mesi esiste un ministero delle politiche giovanili, la speranza è che possa operare bene e proporre qualcosa di serio e costruttivo per tutti noi giovani.
Ma se è vero che esiste poco per noi giovani, è anche vero che spesso siamo noi ad avere qualche responsabilità. Ad esempio, a questo meeting regionale non ho visto molti giovani, ed era un’ottima occasione; ad esempio, spesso vediamo gli amministratori come dei “mostri” che agiscono solo per i propri interessi, quando in realtà basta parlarsi e proporre per costruire qualcosa di valido (vedi Casaleone on the beach). Se vogliamo avere più spazio, se vogliamo far sentire la nostra voce, non possiamo sempre e solo lamentarci, ma dobbiamo proporre, dobbiamo METTERCI IN GIOCO. Se le politiche giovanili non vanno come vogliamo, facciamo qualcosa noi per migliorarle, entriamo in gioco noi.
Nel nostro piccolo paesino spero che queste parole vengano colte, perché per costruire qualcosa di importante bisogna sempre partire dal basso, pur puntando in alto. Negli ultimi mesi si è mosso qualcosa, lo abbiamo visto tutti…la speranza è che ora si continui ad andare in questa direzione. Ma ne sono certo, questo è solo l’inizio…




